Yemen, i separatisti conquistano le “Galapagos dell’Oceano Indiano”

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I separatisti hanno conquistato le Galapagos dell’Oceano Indiano, ossia le isole di un piccolo arcipelago nel Golfo di Aden, complicando se possibile l’annoso conflitto che funesta lo Yemen. Con le sue 825 piante censite, di cui 307 endemiche, la più grande delle quattro isole, Socotra, è uno scrigno naturalistico di straordinario valore. Ieri, il Consiglio di transizione del Sud ha deposto il governatore dell’arcipelago. E il governo yemenita non ha potuto fare altro se non accusare il colpo. Lo stesso governo che nel 2014 ha perso la capitale Sanaa, in un’altra guerra, quella ben più sanguinaria contro i ribelli Houti foraggiati dall’Iran, che ha già provocaro decine di migliaia di vittime e milioni di profughi.

A sostenere il governo contro gli Houti c’è una coalizione capeggiata dall’Arabia Saudita, che include anche gli Emirati arabi uniti. Ma il fronte anti-Houti è a sua volta spaccato, con il Consiglio di transizione del Sud che ha proclamato lo stato di emergenza dichiarando la necessità di auto-governo, con strutture basate nella città di Aden.


E’ in questo complesso scenario bellico che Socotra e la sua preziosissima flora e fauna finiscono nelle mani dei separatisti. La specie locale più celebre è senz’altro la Dracaena cinnabari o albero di sangue di drago che sembra una pianta di un’altra era e che ha reso Socotra patrimonio dell’umanità riconosciuto dall’Unesco. Su quest’isola lunga 130 chilometri, larga una quarantina e tagliata in due da montagne che sfiorano i 1500 metri, si contano anche 11 uccelli endemici, 230 specie di coralli, 730 specie di pesci e oltre 300 specie di molluschi e crostacei.

Il governo centrale del presidente Abd Rabbo Mansour Hadi ha accusato i separatisti di essersi comportati come bande criminali nell’occupare Socotra, mentre il governatore dell’arcipelago, Ramzy Mahrous, ha detto che questi hanno letteralmente “assaltato” Hadibo, il capoluogo di Socotra. Quanto ai separatisti, all’agenzia Afp hanno raccontato di aver conquistato l’isola senza spargimenti di sangue.

Negli ultimi anni anche Socotra è stata vittima del cambio climatico, con tifoni che non si erano mai prodotti nella regione e con un aumento della temperatura che ha prolungato i periodi di siccità. A mettere a rischio la preziosa flora locale c’è poi l’allevamento di capre che pascolano brade e che si nutrono di specie endemiche. Altra insidia per l’ambiente è l’improvviso aumento demografico, con una popolazione passata dai 42 mila abitanti del 2004 agli 80 mila di oggi.  

Ma a preoccupare lo Yemen sono ben altre minacce. Anzitutto il Covid 19 che secondo l’Onu potrebbe avere una tale un’impennata di casi da renderlo il Paese più colpito al mondo. E questo per cinque ragioni: c’è ancora la guerra, c’è una crisi umanitaria di proporzioni bibliche, il suo sistema sanitario è stato distrutto, non c’è nessun tipo di diagnosi possibile e i medici stessi sono spesso le prime vittime del virus. Nel frattempo, una delle prime conseguenze del Covid 19 è una grave carestia che sta funestando tutto il Paese.
 

Fonte: Repubblica

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