Sardegna, a Porto Torres i lavori per il gas fanno scoprire un mosaico romano

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Dai lavori per la rete del gas a un mosaico policromo: così in Sardegna gli scavi ordinari si sono trasformati in una scoperta archeologica. È successo a Porto Torres, nel nord dell’isola, centro in epoca romana di un importante insediamento, la Colonia Iulia Turris Libisonis. In quello che è oggi il centro della cittadina moderna, in via Ponte romano, poco distante dal porto, è emersa pochi giorni fa una porzione di mosaico: il pavimento di un grande ambiente, la cui dimensione è ancora da accertare. Al momento sono stati ripuliti pochi metri quadri e lo scavo è, appunto, ancora in corso.

La notizia è stata data dal quotidiano locale La Nuova Sardegna e dalla pagina Facebook della Soprintendenza archeologica di Sassari e Nuoro, competente per la zona. Pochi mesi fa (prima dello stop dovuto alle misure di contenimento dell’epidemia da Covid 19) erano stati rinvenuti i resti di questa struttura sigillata da un crollo; proprio lì sotto, ad appena qualche metro dalla superficie stradale, dopo la rimozione di blocchi e detriti, sono venute alla luce le tessere bianche, nere, rosse amaranto. Nelle immagini si vede un’estensione bianca e, da un lato, il bordo colorato: una fascia con motivi geometrici con cinque strisce, larga tra i cinquanta e i sessanta centimetri, chiusa infine da una treccia.


In città il cantiere è già meta di curiosi e appassionati, anche se i referenti mantengono il riserbo. La direzione scientifica è a cura dell’archeologa Nadia Canu, referente della sede di Porto Torres, con il coordinamento dei colleghi Antonella Pandolfi e Vincenzo Nubile. Maggiori dettagli e ipotesi saranno rese note la prossima settimana, dopo la valutazione archeologica, e una riunione tra l’amministrazione comunale e la ditta impegnata nei lavori.

Il mosaico appena rinvenuto si trova in un quartiere in cui sono stati ritrovati i resti di altre importanti ville romane della colonia sarda, a riprova dell’importanza che Turris Libisonis, fondata nel 46 a. C. per ricompensare i veterani di guerra con terre da coltivare, rivestì soprattutto tra la fine del II e III secolo d.C., quando era seconda solo a Caralis (l’odierna Cagliari) per abitanti, magnificenza e traffici marittimi. Il mosaico rinvenuto in questi giorni non è l’unica scoperta recente a Porto Torres: poco distante – sempre lungo gli scavi per la rete del gas – a inizio giugno sono stati recuperati una transenna di marmo decorata con un motivo a squame e altri resti di ceramica. Tra i reperti: lacerti di mosaico, un ago crinale in osso, usato per le acconciature. Nonché una struttura circolare, necessaria per realizzazione di colonne in muratura. Con un dettaglio curioso: le impronte di un animale, forse quelle di un cane o di un gatto.

Fonte: Repubblica

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