Professionisti in difficoltà: il fondo di comparto c’è, ma senza istruzioni

Condividi:

solidarietà bilaterale

Manca il comitato amministratori perché possa essere attivato il fondo di solidarietà bilaterale di comparto

di Alessandro Rota Porta

professionisti in difficolta il fondo di comparto ce ma senza istruzioni - Professionisti in difficoltà: il fondo di comparto c’è, ma senza istruzioni
(thodonal – Fotolia)

Manca il comitato amministratori perché possa essere attivato il fondo di solidarietà bilaterale di comparto


2′ di lettura

Nel settore degli studi professionali è stato creato il fondo di solidarietà bilaterale di comparto che, però, non è ancora operativo perché manca il comitato amministratori. Quando lo sarà, costituirà il riferimento per la gestione delle crisi. È il decreto del 27 dicembre 2019 ad assicurare ai lavoratori che prima non erano coperti dalla normativa in materia di integrazione salariale una tutela in costanza di rapporto di lavoro, nei casi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa.

La novità è l’estensione dei trattamenti in parola al perimetro dei datori di lavoro con almeno 3 dipendenti, prima esclusi da qualsiasi copertura: ai fini del raggiungimento della soglia dimensionale vengono computati anche gli apprendisti, sebbene possano essere coperti dalle prestazioni soltanto quelli con contratto di apprendistato professionalizzante.

Gli effetti per i datori di lavoro

Quali sono gli effetti per i datori di lavoro? Occorre distinguere: gli studi professionali che occupano mediamente più di 3 dipendenti (fino a 15) saranno chiamati – non appena l’Inps diramerà le istruzioni operative – a versare una contribuzione di finanziamento al fondo pari allo 0,45%, calcolato sulla retribuzione imponibile ai fini previdenziali, di cui due terzi a carico loro e un terzo, da trattenere mensilmente dalla busta paga, a carico del lavoratore. Si tratta di datori di lavoro che oggi non sopportano questo onere.

Leggi anche

Differenti sono, invece, gli effetti della costituzione del fondo per quanto riguarda la platea degli studi che impiegano più di 5 dipendenti: per questi datori, che già stanno versando la contribuzione per il finanziamento del sostegno al reddito all’Inps (al Fondo di integrazione salariale), si tratterà di versare la contribuzione al fondo di settore neo-costituito. Se la soglia dimensionale supera i 15 dipendenti, allora la contribuzione è pari allo 0,65% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali così ripartita: 0,43% a carico del datore e 0,22% del lavoratore.

Per tutti i datori di lavoro, a prescindere dal numero di addetti, è poi previsto un contributo addizionale, a carico del datore di lavoro, in caso di fruizione dell’ammortizzatore, nella misura del 4% calcolato in rapporto alle retribuzioni perse.

Fonte: Il Sole 24ore

Condividi:

Rispondi

Su questo sito Web utilizziamo strumenti di prima o di terzi che memorizzano piccoli file (cookie) sul dispositivo. I cookie vengono normalmente utilizzati per consentire al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare report di navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi /prodotti (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore. Cookie policy