Migranti, ritornano le ong. La Sea Watch parte da Messina: “I soccorsi non possono fermarsi”

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“Giustizia per George Floyd“. E’ con questa scritta su un lenzuolo bianco appeso a una fiancata che la Sea Watch, prima delle ong che hanno annunciato la ripresa delle missioni nel Mediterraneo, si appresta a ripartire oggi pomeriggio dal porto di Messina. “Ci uniamo alla richiesta di giustizia per tutte le vittme di razzismo e di violenza”, scrive in un tweet l’organizzazione umanitaria tedesca che, fatti i tamponi a tutti i membri dell’equipaggio e adeguata la nave alle esigenze di sicurezza anti-Covid, inaugura una nuova stagione di soccorsi in mare che arriva in un momento particolarmente delicato in cui le organizzazioni dei trafficanti hanno ripreso a far partire centinaia di migranti sia dalla Libia che dalla Tunisia. La prossima settimana a seguire la Sea Watch sarà la Mare Jonio di Mediterranea che sta ultimando i preparativi al porto di Trapani.
Il nostro equipaggio è finalmente a bordo della nave.— Sea-Watch Italy (@SeaWatchItaly) June 5, 2020

“I soccorsi non si possono fermare”. Così Sea Watch spiega la scelta di tornare in zona Sar nonostante la consapevolezza di una missione più complicata del solito per le oggettive difficoltà a trovare porti di approdo se dovesse soccorrere e prendere a bordo dei migranti. Da settimane l’Onu e le sue agenzie rilanciano gli allarmi per le centinaia di persone che continuano ad essere riportate in Libia dalla guardia costiera e per quelle, oltre 450, che da un mese sono costrette su quattro navi noleggiate dalle autorità maltesi per una quarantena diventata infinita, visto che in Europa i ricollocamenti sono fermi per l’emergenza Covid, ma Malta non intende far scendere sul suo territorio tutti gli immigrati.
Dopo 8 mesi di sequestro illegittimo e dopo lo stop forzato per l’emergenza COVID-19 la #MareJonio è quasi pronta per tornare in missione nel Mediterraneo centrale.— Mediterranea Saving Humans (@RescueMed) June 4, 2020


A destare preocupazione è anche il nuovo protocollo d’intesa firmato qualche giorno fa dal governo maltese con la Libia per un coordinamento unitario degli interventi in mare con centrali operative nel porto de La Valletta e in quello di Tripoli e pattugliamenti congiunti. Un accordo che di fatto si traduce in respingimenti (ritenuti illegali dalla Ue) di barconi e gommoni che, se intercettati in zona Sar maltese, verrebbero presi in consegna dalla guardia costiera libica (che opera con motovedette fornite dall’Italia) e riportati indietro. “Ci associamo all’ennesima denuncia da parte del Commissario Onu per i Diritti umani, del comportamento degli Stati rispetto ai soccorsi in mare – dice Sea Watch – Chi fugge dalla Libia ha diritto a un porto sicuro e non può essere tenuto prigioniero in navi quarantena”.Lampedusa, incendiati due barconiNel frattempo a la Procura della Repubblica di Agrigento ha aperto un’inchiesta sui due incendi dolosi appiccati ai barconi dei migranti – in due punti diversi e distanti – a Lampedusa.  “Metteremo tutto l’impegno possibile per fare luce su questi episodi di intolleranza che non rendono giustizia alla solarità del popolo di Lampedusa e che possono danneggiare seriamente il turismo, fonte di ricchezza dell’isola – ha detto il procuratore aggiunto Salvatore Vella – . Lampedusa non può diventare un luogo di guerriglia urbana”. Delle indagini si stanno occupando i carabinieri.“C’è chi alimenta clima di tensione”“C’è un disegno preciso per alimentare un clima di tensione e soffiare sul fuoco di una situazione già difficile per la nostra isola”, commenta il sindaco di Lampedusa, Totò Martello ricordando anche l’altro episodio avvenuto appena tre giorni fa, quando alcuni sconosciuti hanno “imballato” con sacchi di plastica e nastro adesivo la Porta d’Europa, il monumento dell’artista Mimmo Paladino inaugurato il 28 giugno 2008 per celebrare lo spirito d’accoglienza dell’isola nei confronti dei migranti.
migranti ritornano le ong la sea watch parte da messina i soccorsi non possono fermarsi - Migranti, ritornano le ong. La Sea Watch parte da Messina: "I soccorsi non possono fermarsi"Cronaca Fonte: Repubblica

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