Mesotelioma non professionale, l’una tantum sale a 10mila euro

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Possibile richiedere l’integrazione da parte degli aventi diritto che avevano ottenuto la prestazione nel periodo 2015-2019

di Mauro Pizzin

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(Imagoeconomica)

Possibile richiedere l’integrazione da parte degli aventi diritto che avevano ottenuto la prestazione nel periodo 2015-2019


2′ di lettura

Dal 2020 l’una tantum erogata dall’Inail a favore dei malati di mesotelioma non professionale o dei loro eredi passa da 5.600 a 10mila euro. Lo sottolinea l’Istituto con la circolare n. 20 del 13 maggio, pubblicata sul suo sito, in cui ricorda che l’aumento è stato introdotto dall’articolo 11-quinquies del Dl n. 162/2019, il quale prevede anche la possibilità di chiedere l’integrazione della prestazione assistenziale da parte di coloro che abbiano beneficiato dell’una tantum nel periodo 2015-2019.

Gli aventi diritto
L’erogazione spetta dal 1° gennaio 2015 a tutti i soggetti, cittadini italiani o meno, che risultino affetti da mesotelioma contratto o per esposizione familiare a lavoratori impiegati in Italia nella lavorazione dell’amianto ovvero per esposizione ambientale avvenuta sul territorio nazionale; in caso di decesso, la prestazione può essere ripartita tra i loro eredi. Per accedere alla prestazione i periodi di esposizione, avvenuti sul territorio italiano, dovranno essere compatibili con l’insorgenza della malattia: ai fini del riconoscimento del beneficio occorrerà una latenza di almeno dieci anni dall’inizio dell’esposizione.
Nel caso della “esposizione familiare”, inoltre, la sua sussistenza dovrà risultare dalla documentazione attestante che il soggetto ha convissuto in Italia con il familiare in un periodo in cui quest’ultimo era impiegato, sempre in Italia, in una lavorazione che lo esponeva all’amianto.
Riguardo alla “esposizione ambientale”, tenuto conto della presenza ubiquitaria e diffusa delle fibre di amianto sul territorio, la prestazione può essere riconosciuta sulla base della documentazione attestante la residenza sul territorio nazionale del soggetto richiedente in periodi compatibili con l’insorgenza di una patologia asbesto-correlata.
In caso di morte dell’avente diritto l’una tantum può essere richiesta dai suoi eredi per essere ripartita tra loro.

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I malati di mesotelioma non professionale o i loro eredi che fra il 2015 e il 2019 abbiano beneficiato dell’una tantum di 5.600 euro possono chiedere l’integrazione della prestazione fino a 10mila euro. La predetta integrazione, in caso di decesso del malato di mesotelioma non professionale prima della data di entrata in vigore della disposizione di cui all’art. 11- quinquies, può essere chiesta dagli eredi sempre con gli stessi termini e modalità sopra descritti.
Qualora l’istanza di integrazione non riguardi malati di mesotelioma non professionale, ma eredi che abbiano beneficiato della prestazione di 5.600 euro nel periodo 2015-2019 o eredi di soggetti beneficiari della medesima prestazione che sono nel frattempo deceduti, essa va presentata solo da uno di essi.

Erogazione del beneficio e sospensione dei termini
L’Inail eroga la prestazione assistenziale per l’anno 2020 o l’integrazione della prestazione per il periodo 2015-2019, in un’unica soluzione entro 90 giorni dalla presentazione dell’istanza, se la documentazione amministrativa e sanitaria allegata all’istanza medesima risulta completa e, in mancanza, può chiedere delle integrazioni entro 15 giorni.

Fonte: Il Sole 24ore

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