Manca una strategia nell’erogazione degli incentivi per i Dpi e la sanificazione

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L’importo massimo rimborsabile è di 500 euro per ciascun addetto dell’impresa richiedente e fino a 150mila euro per impresa. Le aziende interessate dovranno inviare una prima prenotazione del rimborso dall’11 al 18 maggio 2020, attraverso uno sportello informatico dedicato, raggiungibile dal sito di Invitalia. Sempre sul sito dell’agenzia, seguirà la pubblicazione dell’elenco, in ordine cronologico di arrivo, delle imprese ammesse alla presentazione della domanda di rimborso. La domanda potrà essere compilata dalle ore 10.00 del 26 maggio alle ore 17.00 dell’11 giugno 2020 sempre attraverso procedura informatica. I rimborsi verranno effettuati entro il mese di giugno.

Credito d’imposta – Articolo 64 del Dl 18/2020
Un’altra norma si trova nel successivo articolo 64, in cui è presente un incentivo analogo allo scopo di sostenere, stavolta, le spese per la sanificazione degli ambienti di lavoro quale misura di contenimento del contagio da Covid-19. Il beneficio fiscale questa volta riguarda i soggetti esercenti attività d’impresa, l’arte o la professione. Si tratta di un credito nella misura del 50% delle spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro sostenute e documentate fino a un massimo di 20mila euro per ciascun beneficiario, nel limite complessivo massimo di 50 milioni di euro per l’anno 2020. Per l’attuazione di questa norma occorre aspettare, però, un decreto interministeriale dello Sviluppo economico e dell’Economia.

I dispositivi di protezione individuale – Articolo 30, Dl 23/2020
Infine, c’è un’altra norma presente nell’articolo 30 del decreto legge n. 23/2020, la quale estende il credito d’imposta dell’articolo 64 anche alle spese sostenute per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e altri dispositivi di sicurezza volti a proteggere i lavoratori dall’esposizione accidentale ad agenti biologici e a garantire la distanza di sicurezza interpersonale. A questo deve aggiungersi che nella bozza del decreto in lavorazione sembrerebbe in arrivo ancora una modifica dell’articolo 64 del Dl 18/2020 volta a estendere l’applicazione dell’incentivo anche al terzo settore.

Strade diverse
In conclusione, le sole imprese possono chiedere il rimborso per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale fino a 150mila euro, mentre per la sanificazione degli ambienti è rimborsabile il 50% della spesa fino a 20mila euro. Gli artisti, i professionisti e il terzo settore possono avere il ristoro delle due categorie di spesa sostenute, ma nel limite del 50% dell’importo sostenuto e comunque non oltre i 20mila euro.

Per approfondire:
Via libera dell’Inail a 62 dispositivi di protezione individuale
Dalla spesa bunker all’aperitivo digital: come sono cambiati i consumi in quarantena

Fonte: Il Sole 24ore

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