L’Iran libera White, il veterano statunitense arrestato nel 2018

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Michael White torna a casa. Il veterano della Marina americana che da due anni era prigioniero in Iran è stato rilasciato e nel pomeriggio di giovedì si è imbarcato su un aereo svizzero diretto negli Stati Uniti, un gesto di cooperazione tra Teheran e Washington dopo mesi di tensione seguiti all’uscita americana dall’accordo sul nucleare. 
Detained @USNavy veteran Michael White is coming home from Iran!https://t.co/FWoowN2Nsw— Lee Zeldin (@RepLeeZeldin) June 4, 2020

Ad annunciare la liberazione di White è stata sua madre Joanne: “Negli ultimi 683 giorni mio figlio, Michael, è stato tenuto in ostaggio in Iran dall’Irgc (I guardiani della rivoluzione, ndr) e ho vissuto un incubo. Sono felice di annunciare che l’incubo è finito e mio figlio sta tornando a casa in sicurezza”. Poco dopo il comunicato della donna, il presidente Donald Trump ha confermato sul suo profilo Twitter che l’aereo svizzero con White a bordo aveva lasciato lo spazio aereo iraniano. “Lo aspettiamo a casa con la sua famiglia in America molto presto”, ha scritto Trump, confermando che la Casa Bianca è a lavoro per “per assicurare il rilascio di tutti gli americani tenuti in ostaggio all’estero!”. “Grazie alla Svizzera per la grande assistenza”. 
I am to happy announce that Navy Veteran, Michael White, who has been detained by Iran for 683 days, is on a Swiss plane that just left Iranian Airspace. We expect him to be home with his family in America very soon….— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) June 4, 2020


A dicembre gli iraniani avevano rilasciato l’americano Xiyue Wang e gli americani l’iraniano Massoud Soleimani sempre con la mediazione Svizzera: l’Iran e gli Stati Uniti infatti non hanno relazioni diplomatiche dal 1979 quando gli studenti seguaci dell’ayatollah Khomeini assaltarono l’ambasciata americana a Teheran e presero in ostaggio 52 persone.L’arresto a Mashhad, la condanna e poi la liberazione White ha 48 anni, durante la detenzione è stato operato per un cancro e a marzo era stato rilasciato con un permesso speciale e traferito in ospedale con i sintomi del coronavirus. È rimasto per diverso tempo nell’ambasciata svizzera di Teheran in attesa dell’autorizzazione a lasciare il Paese.

Le circostanze dell’arresto del militare non sono mai state chiarite: White era andato in Iran nel luglio del 2018 per incontrare una donna che secondo la famiglia di White aveva conosciuto online. Pochi mesi dopo si era saputo del suo arresto a Mashhad, la città nel nord ovest che è un importante centro religioso per gli sciiti, e della condanna a 10 anni di carcere per violazione della privacy e insulti al leader supremo. Durante il processo l’accusa aveva anche ipotizzato che White fosse una spia. 

Le trattative per il rilascio degli altri prigionieri La sua liberazione arriva due giorni dopo quella Sirous Asgari, un professore iraniano arrestato negli Stati Uniti con l’accusa di aver rubato segreti commerciali ma poi assolto, anche se entrambi i Paesi negano che si sia trattato di uno scambio di prigionieri.

Almeno altri tre cittadini con doppia nazionalità, americana e iraniana, restano detenuti in Iran: l’uomo d’affari Siamak Namazi e suo padre, Baquer Namazi e l’attivista ambientalista Morad Tahbaz. A metà maggio, l’Iran ha fatto sapere di essere disposto a scambiare “tutti i prigionieri” con Washington, ma il capo del dipartimento di sicurezza nazionale degli Stati Uniti, Ken Cuccinelli, ha accusato Teheran di ritardare  lo scambio. 

I rapporti tra l’America e l’Iran si sono fatti via via più tesi dopo la decisione di Donald Trump nel maggio 2018 di uscire dall’accordo sul nucleare sottoscritto nel 2015 – presidenza Obama – da cinque Paesi, Gran Bretagna, Stati Uniti, Francia, Germania, Cina e Russia. Da allora l’Iran ha ripreso in parte il programma nucleare e nonostante le richieste anche esplicite da parte di Donald Trump di voler negoziare un nuovo accordo le relazioni tra i due Paesi sono diventate ancora più teste dopo che il 3 gennaio scorso gli americani hanno ucciso il potente generale iraniano Qassem Soleimani, l’uomo che aveva pensato e diretto per anni la politica espansiva dell’Iran in Medio Oriente, con un raid aereo sull’aeroporto di Baghdad.

Fonte: Repubblica

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