Libia, non c’è accordo tra Russia e Turchia: salta il vertice

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E’ saltato all’improvviso il vertice di Istanbul fra Turchia e Russia, mentre la delegazione russa era già arrivata sabato sera per partecipare ai lavori di un incontro considerato decisivo per raggiungere un patto sulla Libia. Nessuna spiegazione, a livello ufficiale, sulla cancellazione del summit. Ma tra le due parti non è stato raggiunto un accordo preliminare: Mosca vorrebbe far ripartire le trattative per una soluzione politica che coinvolga Khalifa Haftar, il generale di Bengasi che, grazie all’intervento dell’esercito turco a fianco del premier Fayez al Serraj, ha dovuto battere in ritirata dall’assedio che stava portando a Tripoli. Mentre Ankara invece vuole escluderlo dal tavolo negoziale, dopo i suoi ripetuti rifiuti a una tregua chiesta dopo la conferenza di Berlino svoltasi lo scorso gennaio.

Ankara cerca di capitalizzare al massimo il momento favorevole sul terreno, e il presidente Recep Tayyip Erdogan intende far proseguire l’offensiva militare verso Sirte e la Cirenaica per mettere Haftar all’angolo. Una posizione non condivisa da Mosca. E così, data la divergenza di vedute registrata nelle ultime ore, i due ministri degli Esteri, il russo Sergei Lavrov e il turco Mevlut Cavusoglu, hanno convenuto al telefono di rinviare l’incontro addirittura “a una data futura”.


Tutta da discutere anche l’intenzione russa di installare due sue basi, una navale e una aerea, in Cirenaica. Un asse considerato essenziale da Mosca per potersi affacciare sul Mediterraneo, dotandosi di una prospettiva strategica nuova capace di infastidire la Nato.

Le divergenze riguardano infine la recente “iniziativa del Cairo” promossa dal presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi, che estrometterebbe i turchi da ogni attività in Libia con la costituzione di un nuovo Consiglio presidenziale. La Russia ha salutato il passo con cauto favore. Il ministro turco Cavusoglu ha definito l’iniziativa come “nata morta”.

Eppure fino a sabato sera la Turchia aveva confermato che i ministri degli Esteri e della Difesa russi Lavrov e Shoigu avrebbero partecipato alla riunione che avrebbe incluso Cavusoglu e il ministro della difesa turco Hulusi Akar. L’incontro ora è stato rinviato ufficialmente a data da destinarsi, come ha annunciato una asettica nota diplomatica: “In una conversazione telefonica svoltasi oggi tra il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu e il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, è stato deciso che i contatti e i colloqui proseguiranno nel prossimo futuro. La riunione a livello ministeriale avrà luogo in una data futura”. Gli osservatori giudicano come singolare il fatto che un incontro di questo tipo, a livello di ministri degli Esteri e della Difesa, salti all’ultimo momento. La sensazione è che il presidente russo Vladimir Putin cominci a temere la forza di Erdogan, indiscutibile vincitore in Libia nonostante l’invio dei mercenari russi della compagnia Wagner, ritiratisi dal fronte di Tripoli dove i militari turchi hanno vittoriosamente appoggiato Serraj. Turchi che ora si lanciano in Cirenaica alla caccia di Haftar, senza più accettare il cessate il fuoco.

Fonte: Repubblica

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