Libia, decine di mercenari russi nei pozzi petroliferi della Noc

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UNA serie di segnali lascia credere che in Libia la fase degli scontri militari non sia affatto terminata. E in ogni caso, sia il governo di Fayez Serraj che la milizia di Khalifa Haftar stanno continuando a ricevere tonnellate e tonnellate di aiuti militari: il build up viene realizzato per prepararsi ad eventuali nuove battaglie per la città di Sirte e per la base aerea di Jufra.

L’ultima novità è che oggi la Noc (National Oil Company, l’Eni libico) ha rivelato che decine di mercenari russi sono entrati nel gigantesco campo petrolifero di “Sharara”, nel Sud del paese. Il campo era stato conquistato da miliziani di Haftar, poi liberato da milizie vicine a Tripoli. Adesso sono ritornati gli haftariani, la produzione petrolifera è stata sospesa, e la Noc denuncia l’arrivo dei mercenari russi.



I contractor della Wagner per mesi erano stati impegnati nell’assedio di Tripoli, nei quartieri periferici della capitale. Dopo essere stati portati indietro, prima verso Bani Walid e poi anche a Jufra, alcuni di loro sono stati quindi rischierati su Sharara. Ed è probabile che altri verranno utilizzati in punti strategici, che la Russia intende difendere per alzare il prezzo del suo ruolo in Libia.

Poche ore dopo l’annuncio della Noc, l’ambasciata americana in Libia ha diffuso un comunicato per dire che “ribadisce il pieno supporto degli Stati Uniti alla compagnia petrolifera Noc nel mezzo di un’azione senza precedenti, appoggiata dall’estero, per minare il settore energetico della Libia e impedire la ripresa della produzione di petrolio: condividiamo la profonda preoccupazione della Noc per la vergognosa interferenza di Wagner e di altri mercenari stranieri contro le strutture e il personale della Noc nel giacimento petrolifero di al-Sharara, un attacco diretto contro la sovranità e la prosperità della Libia”.

Da giorni l’ambasciata americana e il comando militare statunitense per l’Africa “Africom” stanno alzando i toni della denuncia di interferenze russe. L’idea è che la Russia abbia mosso aerei e adesso mercenari per difendere interessi che ha conquistato in Libia manu militari. Mosca non intenderebbe andare allo scontro diretto o indiretto con la Turchia, ma la sua presenza militare sta crescendo.

In questo contesto sembra verosimile la denuncia di un portavoce di Tripoli secondo cui i russi avrebbero effettuato 11 voli di aerei cargo Antonov e Ilyushin su Sirte per consolidare i rifornimenti militari nella città in cui nacque Gheddafi. I voli sarebbero serviti a scaricare mercenari siriani, armi e munizioni nella base aerea di Qardabiya. Secondo Tripoli, la Russia ha fatto arrivare a Sirte anche sei sistemi di difesa antiaerea e antimissile “Pantsir”, simili a quelli che l’esercito di Tripoli ha conquistato nella base aerea di Al Watyia, riconquistata alla fine di maggio.

Sirte è il capoluogo occidentale della “mezzaluna petrolifera”, la regione costiera libica in cui sono presenti i più importanti terminal di carico del petrolio. Da giorni, dopo aver respinto le milizie di Haftar dai dintorni di Tripoli, il Governo di Accordo Nazionale di Fayez Serraj ha dichiarato che il governo libico “non può non controllare Sirte”.

Proprio oggi un portavoce militare di Tripoli ha annunciato che “abbiamo completato i preparativi per lanciare l’operazione di liberazione di Sirte e attendiamo istruzioni dal comandante in capo dell’esercito”. Un ennesimo segnale del fatto che Tripoli è pronta a un negoziato politico per Sirte, ma nel frattempo prepara le operazioni militari.
 

Fonte: Repubblica

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