Libia, allarme Usa per il ruolo russo “Schieriamo una brigata in Tunisia”

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GIORNO DOPO GIORNO gli Stati Uniti alzano il livello dell’allarme sulla presenza russa in Libia. Oggi tocca a un generale dell’Africom, il comando militare del Pentagono per l’Africa, lanciare un avvertimento sull’espansione della Russia: “L’arrivo di aerei da guerra russi in Libia potrebbe non incidere sullo stallo della guerra civile in corso, ma potrebbe aiutare la Russia ad assicurarsi una roccaforte geostrategica in Nord Africa”, dice il generale Gregory Hadfield, vice direttore dell’intelligence del Comando Usa per l’Africa (Africom). “Sostenere l’Esercito nazionale libico (Lna) e il comandante Khalifa Haftar significa non tanto a vincere la guerra, quanto sviluppare roccaforti”, ha detto Hadfield. “Se la Russia si assicura una posizione permanente in Libia o, peggio, impiega i suoi sistemi missilistici a lungo raggio, potrebbe esserci un cambio di passo (“game changer”) in l’Europa, nella Nato e in molti paesi occidentali”.
 
Dopo mesi di passività, i comandi americani hanno quindi deciso di reagire: la settimana scorsa Africom ha denunciato lo schieramento e pubblicato foto dei caccia russi trasferiti dalla Siria alla Libia. Ieri notte il comando ha annunciato che Washington prevede di inviare una “brigata di assistenza” in Tunisia proprio in risposta all’attività russa in Libia. Dopo un colloquio tra il generale Stephen Townsend, comandante di Africom, e il ministro della Difesa tunisino, Imed Hazgui, l’ufficiale americano ha dichiarato che “mentre la Russia continua a soffiare sul fuoco del conflitto libico, la sicurezza regionale in Nord Africa è una preoccupazione crescente, stiamo cercando nuovi modi per affrontare i problemi di sicurezza comuni con la Tunisia, incluso l’uso della nostra brigata di assistenza alle forze di sicurezza”.

Il comando di Townsend ha rivelato che negli ultimi giorni gli aerei da caccia russi trasferiti nella base di Jufra, nel sud della Libia, sono saliti a 14: sono Mig 29 e Su 24, aerei che ridipinti con le insegne dell’aeronautica siriana, ma operati da tecnici e piloti russi, gli unici ad avere le capacità tecniche e l’apparato logistico in grado di gestire uno squadrone di aerei così evoluti tecnologicamente al centro del deserto libico.

C’è un altro fronte sul quale gli Stati Uniti si sono impegnati negli ultimi giorni, quello della fornitura di milioni di banconote falsificate dalla Russia all’amministrazione del generale Haftar nell’est della Libia. Martedì scorso le dogane di Malta hanno sequestrato un intero container carico di banconote false: 1,1 miliardi di dinari libici, pari a circa 700 milioni di euro, erano stati stampati a Mosca dalla società di stato Goznak ed erano destinati a una entità controllata dal generale Haftar.

L’operazione sicuramente è stata messa a segno dalla polizia di Malta su informazioni dell’intelligence Usa. L’ambasciata americana per la Libia scrive che “la Banca centrale di Libia con sede a Tripoli è l’unica banca centrale legittima della Libia. Questo incidente evidenzia ancora una volta la necessità che la Russia cessi le sue azioni maligne e destabilizzanti in Libia”.

Fonte: Repubblica

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