L’eredità della signora Carla per la sua Treviglio: 6 milioni e mezzo per costruire residenze per disabili e non vedenti

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Ha lasciato 6 milioni e mezzo di euro – tra terreni, titoli e soldi – in eredità al comune di Treviglio, in provincia di Bergamo. È l’ultimo atto di generosità verso la sua città natale da parte della signora Carla Giuliani, deceduta lo scorso novembre a causa di un ictus. Una somma che la donna, però, ha voluto donare con una clausola: quella di far costruire sui suoi terreni alcune residenze per gli abitanti non vedenti e invalidi di Treviglio. Una scelta non casuale, stando alla testimonianza del capogruppo di maggioranza di Treviglio, Francesco Giussani: “La signora Giuliani ha pensato a queste persone fragili perché lei stessa aveva un occhio di vetro e perché suo padre Achille, detto ‘Gambù’, camminava male per un problema a una gamba”. 
 
“Abbiamo accolto con gioia l’offerta della signora – racconta Juri Imeri, sindaco della cittadina bergamasca – Si tratta di un gesto d’amore nei confronti di Treviglio e dei suoi concittadini più fragili e quello che faremo renderà indelebile il suo ricordo”. Dopo l’accettazione dal notaio e l’inventario, infatti, l’intento del primo cittadino sarebbe quello di fare rete con professionisti del settore socio-sanitario e associazioni di categoria per mettere a punto un progetto di ampio respiro: “Vorremmo costruire una sorta di villaggio che accosti agli alloggi per i più fragili anche servizi sanitari e un centro di ricerca scientifica – spiega – I tempi di realizzazione non saranno celeri, data la burocrazia e il rallentamento già causato dall’emergenza coronavirus, ma vorremo iniziare a costruire nel 2022 un centro che possa diventare un’eccellenza per l’intera Lombardia”.
 

E non è certo lo spazio che limiterà la progettazione, dato che sono a disposizione 5mila metri quadrati edificabili di terreno: “L’area si trova poco fuori la città nella parte Ovest – aggiunge Imeri – ed è un luogo perfetto per le idee che abbiamo in mente perché immerso nella natura, ma allo stesso tempo non tanto distante dal centro storico”. E sul futuro del progetto aggiunge: “Abbiamo un obbligo morale, prima che legislativo, nella gestione di questa cospicua eredità. Dobbiamo lavorare tutti insieme affinché non si investano i soldi solo per la realizzazione concreta degli edifici, ma se ne conservino altrettanti in visione soprattutto della sua futura gestione”. Fonte: Repubblica

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