Indulgenza e beneficenza: anche il Papa contro il Covid-19

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Il 2020 da subito saltato agli occhi dei più scaramantici di una coppia di numeri 2 e 0 che si ripete per due volte, è facilmente modificabile la sua abbreviazione, la somma di queste coppie uguali è 40 e corrisponderebbe ad una simbologia sia biblica che pagana etc. Insomma tutta una serie di coincidenze che avrebbero portato sfortune.

Neanche a dirlo prima gli scontri internazionali di Trump con Cina e resto del mondo sulla questione dei dazi per limitare l’ ingresso di merci estere in America, poi la decisione del principino di Inghilterra Harry e sua moglie Meghan, di rinunciare alla loro posizione regale e ciliegina sulla torta il covid19.

Nessuno si aspettava un tale smottamento mondiale quest’anno ne tantomeno era mai immaginabile una pandemia globale così diffusa e ingovernabile come questa del covid19.
Tutti sono scesi in campo contro questo virus chi prima, chi dopo, qualcuno da solo, scienziati e studiosi di tutto il mondo ma siamo stati coinvolti tutti e senza via di uscita.

Anche il Papa è sceso in campo con preghiere forti, incessanti, personali e non. Ha chiesto ad ogni credente di qualunque religione di fermarsi un attimo per pregare che questa pandemia finisse presto; egli stesso esterefatto dalla potenza di questo virus ha preso misure e decisioni importanti come quella del 27 marzo. In questa giornata infatti il Santo Padre ha deciso di infondere al mondo intero, in via del tutto eccezionale la benedizione “Urbi et Orbi” con correlata indulgenza plenaria; evento possibile solo in festività particolari e al nuovo insediamento papale.

Alla benedizione impartita “ai quattro angoli della Madre Terra”, da Lui più volte così chiamata, è seguita una opera di carità e donazione come esempio per tutti, molto impegnativa ed efficace.

Ha dato ordine infatti ai responsabili dei vari settori del Vaticano di fare beneficenza di cibo e vestiari di ogni sorta a chi ne avesse bisogno e per di più ha personalmente dato il via alla donazione di 30 respiratori automatici artificiali per sopperire ai fabbisogni dei reparti di rianimazione di tutta Italia che, anche se con scarsi mezzi e personale, stanno combattendo alacremente per aiutare e guarire più gente possibile dal covid19.

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