Coronavirus, i governi dimenticano il diritto di aborto: tre milioni di donne a rischio

Condividi:
coronavirus i governi dimenticano il diritto di aborto tre milioni di donne a rischio - Coronavirus, i governi dimenticano il diritto di aborto: tre milioni di donne a rischio

Sballottate da un ospedale all’altro, come un pacco rifiutato, stremate in viaggio da una regione all’altra in cerca di un reparto aperto, di un medico disponibile. Ore in auto, di nascosto, come ladre, varcando confini di stato in America e in Europa.  Tre milioni di donne rischiano la vita per un aborto clandestino a causa delle scelte dei loro governi nei giorni della pandemia. A denunciarlo è l’Oms, l’organizzazione mondiale della sanità analizzando la situazione attuale e quello che accadrà nei prossimi dodici mesi. Perché tra reparti ospedalieri chiusi e dedicati ai malati di Covid, e la scelta in molte nazioni di non considerare l’interruzione di gravidanza servizio essenziale, decidere di abortire diventa un viaggio della speranza anche nei paesi dove è permessa. Senza contare nazioni, come la Polonia o Malta, o stati americani dove è vietata se non in casi estremi.

 Dall’America a la Ue per le donne rimaste incinte e che non se la sentono o non possono portare avanti la gravidanza, i mesi del coronavirus sono stati l’ennesima riprova di contare poco nelle politiche sanitarie all’interno dei Paesi dove vivono e lavorano. Costrette, di nascosto, a varcare i confini per raggiungere altri Stati dove l’aborto è consentito e praticato ufficialmente in modo sicuro, anche se tra chiusure e tagli tutto è diventato difficilissimo. “Il corollario di queste scelte, è che gli aborti clandestini  cresceranno”   ha detto al New York Times Natalia  Kanem, direttrice dell’agenzia per la salute riproduttiva delle Nazioni Unite, “altre 29mila donne moriranno per la riduzione dei servizi e per aborti fatti in maniera illegale o non sicura”.
 


Il motivo è presto detto. In Paesi come Austria, Germania (dove a Monaco 8 delle 20 luoghi dove si poteva abortire sono rimasti chiusi durante il lockdown), Romania, Croatia e Slovacchia, nei giorni della pandemia i governi non hanno definito l’aborto come servizio essenziale e quindi  questo ha permesso ad ospedali e cliniche già affollate di rispedire a casa le gestanti. In Francia, Irlanda, Inghilterra, Scozia e Galles invece l’atteggiamento è stato  diverso:  si è preferito, davanti alla chiusura dei reparti  ospedalieri sovraffollati dai malati contagiosi di coronavirus, percorrere la strada dell’aborto farmaceutico. Della pillola abortiva da prendere a casa, sotto diretto controllo medico al telefono oppure on line.
 
Anche in Italia dove abortire è legale, anche se la pillola  è ancora pratica rara,   in questi mesi spesso è diventato impossibile. Il Covid 19 ha mandato a pezzi la fragile rete della legge 194, retta da pochi sanitari se nel 64% degli ospedali  l’obiezione supera il 70 % tra medici anestesisti e paramedici. “In tutto il nord Italia gran parte dei reparti di interruzione volontaria della gravidanza sono stati destinati a letti per malati di coronavirus, i consultori non ricevevano e noi eravamo tempestati da telefonare di donne disperate”, dice Silvana Agatone presidente della Laiga, associazione storica nata per difendere la 194. Una situazione drammatica che ha portato centinaia di medici, politici come Livia Turco, scrittori come Roberto Saviano o uomini di teatro come Moni Ovadia a scrivere al ministro della Salute Speranza chiedere misure urgenti per garantire l’aborto,  privilegiando la procedura farmacologica per limitare appunto gli accessi in ospedale
 
In America si sono mosse associazioni come Plan Parenthood, Amnesty International per garantire il diritto alle donne di scegliere senza dover rischiare la vita.  Anche perché i governatori antiabortisti dell’Oklahoma, Texas, Ohio, Iowa and Alabama  hanno definito non essenziali questi servizi dicendo che garantirle avrebbe reso più fragili le risorse mediche in epoca di pandemia. Costringendo cosi donne a viaggiare tra stati, migliaia di chilometri prima di quell’intervento comunque e sempre frutto di una scelta dolorosa, Tutto questo è accaduto “Perché se in Europa la risposta  è sembrata nella maggior parte dei casi presa d’ urgenza nei giorni della pandemia, in America  dove il dibattito sull’aborto è molto politicizzato,  l’interruzione dei servizi è parso un gesto più voluto, deliberato. Mentre i Europa i problemi sono venuti perché i governi hanno fallito non facendo dei bisogni sanitari delle donne la loro priorità. E questo porterà a risultati terribili”, ha concluso Kanem.
Fonte: Repubblica

Condividi:

Rispondi

Su questo sito Web utilizziamo strumenti di prima o di terzi che memorizzano piccoli file (cookie) sul dispositivo. I cookie vengono normalmente utilizzati per consentire al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare report di navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi /prodotti (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore. Cookie policy