Bruciato libro di Bettin sui traffici criminali di Porto Marghera

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MARGHERA (VENEZIA) – Il primo episodio risale a due settimane fa. Ora è successo di nuovo. Incendiato e coperto con minacce e simboli nazisti l’ultimo libro, dal titolo “Cracking”, di Gianfranco Bettin, scrittore e sociologo veneziano. Entrambe le volte l’autore dell’intimidazione ha fatto trovare il romanzo, una storia di amicizia nel contesto dei traffici criminali di Porto Marghera, nella sede della Municipalità di Marghera, di cui Bettin, storico esponente dell’ambientalismo veneziano, è presidente. Minacce sulle quali sta indagando la Digos della questura di Venezia.
 
Il primo episodioIl primo episodio risale al 26 maggio. Le addette alle pulizie, che entrano nella sede municipale all’alba, trovano alla finestra del piano terra, dove è stato fatto scivolare tra le grate di protezione, una copia del libro, in parte bruciata, con una svastica disegnata sulla quarta di copertina, alcune pagine strappate, offese nei confronti di Marghera e minacce di morte nei confronti di Bettin. Il secondo episodio risale a giovedì. Dopo le 13 Il libro, ancora una volta bruciato, è stato trovato in un sacco nero della spazzatura, al piano terra, in un angolo dell’atrio vicino all’ascensore. L’autore quindi, alzando la sfida, ha portato il libro all’interno del municipio.
 
Giovedì è giorno di apertura al pubblico degli uffici dell’anagrafe e nella sede della Municipalità c’erano molte persone. Di sicuro l’autore ha lasciato il sacchetto con il libro tra le 9 e le 13, durante l’orario di apertura dell’Anagrafe, ma molto più probabilmente tra le 11.30 e le 13 perché prima alcuni consiglieri, e lo stesso Bettin, hanno attraversato l’atrio senza accorgersi del sacchetto nero. “Può essere che già ci fosse, e che nessuno di noi lo abbia visto – dice Bettin ma è più probabile che sia stato portato nell’atrio e abbandonato dopo le 11.30”.

 Scrittore ambientalistaAmbientalista, tra i fondatori dei Verdi, tra i promotori di una lista di sinistra per le prossime amministrative, Bettin si occupa di Porto Marghera da decenni, e ne ha già scritto in saggi e reportage come “Petrolkimiko” (1998) e “Petrolkiller” (2003). Con “Cracking” – termine che indica un processo della produzione petrolifera – racconta con un romanzo la storia di quest’area industriale affacciata alla laguna. “Bruciare un libro è sempre un gesto che denota un atteggiamento fascista nei confronti di un oggetto culturale quale è un libro. Che idea mi sono fatto? Cracking è un romanzo ma descrive per filo e per segno i traffici criminali di Porto Marghera, i traffici sulle bonifiche e sui rifiuti, e la loro saldatura con i crimini comuni di strada come lo spaccio. I personaggi sono riconoscibili. E forse qualcuno si è riconosciuto”.
 
Le telecamereLa sede della Municipalità di Marghera è senza video-sorveglianza, ma ci sono tre telecamere (quelle di una banca, un bar e un incrocio stradale) che potrebbero fornire indicazioni utili sull’episodio di giovedì. Solidarietà a Bettin è stata espressa da colleghi e rappresentanti delle istituzioni, tra i quali Andrea Martella, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio: “Bruciare i libri è tra i gesti più tremendi che si possano compiere. Perché è violenza, sopraffazione, censura. Ci riporta all’orrore delle dittature”.   Fonte: Repubblica

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