Bonus di 600 euro, ad aprile 292milioni per i professionisti

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ORDINI E ALBI

La modifica dei requisiti ha ampliato la platea degli aventi diritto di qualche migliaio di soggetti. Restano alcuni dubbi in attesa di chiarimenti

di Federica Micardi

bonus di 600 euro ad aprile 292milioni per i professionisti - Bonus di 600 euro, ad aprile 292milioni per i professionisti
(antonio scarpi – Fotolia)

La modifica dei requisiti ha ampliato la platea degli aventi diritto di qualche migliaio di soggetti. Restano alcuni dubbi in attesa di chiarimenti


3′ di lettura

Le Casse di previdenza hanno inviato ai ministeri di Lavoro ed Economia la seconda rilevazione sulle richieste per il bonus di 600 di aprile arrivate tra l’8 e il 21 giugno.
La regola prevede che chi ha richiesto l’aiuto a marzo lo otterrà automaticamente anche ad aprile. Nel frattempo però sono cambiati alcuni requisiti, e la platea si è estesa.
Le nuove domande pervenute alle Casse sono 20.969, di queste 15.004 sono state accolte, 459 respinte e 5.506 sono ancora in attesa di chiarimenti; la cifra da erogare per le sole domande presentate ad aprile al momento è pari a 9.002.400 euro. Il bonus di aprile, sommando anche le domande di marzo, è stato chiesto da 487.004 professionisti per un importo di circa 292 milioni.. Il grosso delle nuove richieste – circa 17mila – è arrivato nella prima settimana, tra il 16 e il 21 giugno le istanze presentate sono state poco meno di 4mila.

I dubbi da chiarire

Restano ancora aperti, perché rimasti senza risposta, i dubbi sollevati dall’Adepp, l’associazione che rappresenta le Casse di previdenza, la scorsa settimana e riportati nella lettera di accompagnamento alla prima rilevazione settimanale. A queste incertezze si devono le 5mila domande che non sono state né accolte né respinte.
I dubbi sollevati dalle Casse e raccolti da Adepp riguardano:
Il versamento automatico – Non è chiaro come bisogna comportarsi se nel frattempo l’iscritto non ha più i requisiti necessari, ad esempio perché è andato in pensione;
I giovani – Il decreto interministeriale 29 maggio 2020 prevede che il bonus spetti agli iscritti entro il 23 febbraio 2020, eppure i 600 euro di marzo sono stati erogati, in base alle regole vigenti per la prima erogazione, anche ai neo iscritti dopo questa data. Le Casse sono quindi indecise sul da farsi, devono Includere anche questi nel mese di aprile oppure no? In caso di risposta negativa, dato l’automatismo del versamento previsto per chi ha avuto il bonus di marzo, gli enti dovranno attivarsi per recuperare quanto versato;
Il reddito da considerare – Si chiede di chiarire qual è il reddito a cui fare riferimento per il limite dei 35mila e dei 50mila euro, a marzo era il reddito complessivo, ad aprile il decreto interministeriale parla di «reddito professionale».
Le Casse di previdenza, che hanno anticipato la trance di marzo (283 milioni) ancora non rimborsata, si stanno attrezzando per anticipare anche i soldi di aprile.

Il nuovo ruolo degli enti di previdenza

Il presidente Adepp Alberto Oliveti sottolinea come in questi mesi gli enti si sono trovato a dover fare una previdenza d’emergenza, «stiamo facendo ammortizzazione sociale e sostegno al reddito – afferma – ma gli aiuti che noi eroghiamo sono tassati». A questo proposito due emendamenti al decreto rilancio chiedono proprio di riconoscere l’esenzione così come previsto per gli aiuti riconosciuti dallo Stato.
«La tutela lavorativa che ci viene chiesta – aggiunge Oliveti – richiede regole diverse da quelle attuali che ci impongono di avere una provvista di 50 anni, che viene tassata ma che la Cassa non può utilizzare; nel 2019 le Casse hanno speso in welfare mezzo miliardo di euro, la stessa cifra è stata versata per le imposte; eppure i professionisti ordinistici sono stati penalizzati dal Governo, abbiamo dovuto insistere per ottenere i 600 euro e siamo stati esclusi dal contributo a fondo perduto».

Fonte: Il Sole 24ore

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