Bonus baby sitter, ecco quando si può alternare al congedo parentale

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i chiarimenti inps

Nella versione “maxi” il contributo per l’emergenza Covid-19 diventa più flessibile e può essere usato anche in caso di cassa integrazione parziale dell’altro genitore

di Matteo Prioschi

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Nella versione “maxi” il contributo per l’emergenza Covid-19 diventa più flessibile e può essere usato anche in caso di cassa integrazione parziale dell’altro genitore


3′ di lettura

Maggiore flessibilità nella fruizione del bonus baby sitter introdotto dal Governo per aiutare le famiglie nell’emergenza coronavirus. Con la circolare 73/2020, l’Inps ha integrato le informazioni fornite nel messaggio 2350/2020 e contestualmente ha introdotto la possibilità di utilizzare il bonus in alternativa al congedo parentale, nonché chiarito la compatibilità con la cassa integrazione.

Già da qualche settimana è possibile chiedere il contributo nella versione maggiorata a opera del decreto legge rilancio (34/2020), quindi pari a un importo massimo di 1.200 euro invece dei precedenti 600 euro (2.000 invece di 1.000 euro per il personale dei comparti sicurezza, difesa e soccorso pubblici impiegato per far fronte all’emergenza Covid-19, nonché per i dipendenti del settore sanitario pubblico e privato accredito che operano come medici, infermieri, tecnici di laboratorio biomedico o di radiologia media, operatori sociosanitari).

Destinatari

Inoltre può essere utilizzato, fino al 31 luglio, anche per pagare la frequenza a un centro estivo o a un asilo nido, oltre che per la baby sitter.
Il contributo spetta fino a 1.200 o 2.000 euro per famiglia, a fronte di uno o più figli di età non superiore ai 12 anni alla data del 5 marzo scorso, mentre il limite di età non sussiste se il bambino è affetto da disabilità grave (articolo 4, comma 1, della legge 104/1992).

L’importo di 1.200 euro riguarda: dipendenti del settore privato; lavoratori iscritti in via esclusiva alla gestione separata Inps; autonomi iscritti alle relative gestioni Inps (commercianti, artigiani, coltivatori diretti);
autonomi iscritti alle Casse di previdenza privatizzate.

Metà bonus e metà congedo

Nella prima versione il bonus, introdotto dal decreto legge cura Italia insieme al congedo parentale sempre con causale Covid-19, era incompatibile con quest’ultimo, la cui durata massima era di 15 giorni. Quindi un genitore poteva chiedere o 15 giorni di congedo o 600 euro di bonus, senza poter alternare i due strumenti.

Fonte: Il Sole 24ore

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